Carta apostólica en forma de Motu Proprio Maiorem hac dilectionem

“Nadie tiene mayor amor que este: dar su vida por sus amigos” ( Jn 15, 13).

Aquellos cristianos que siguiendo más de cerca los pasos y las enseñanzas del Señor Jesús, voluntariamente y libremente ofrecieron vida para otros y han perseverado hasta la muerte en este sentido, son dignos de consideración especial y honor.

Es cierto que la ofrenda heroica de la vida, sugirió y apoyado por la caridad, que expresa una imitación verdadera, completa y ejemplar de Cristo y, por tanto, es merecedor de la admiración que la comunidad de los fieles es habitual reserva a los que aceptaron voluntariamente el martirio de sangre o haber ejercido las virtudes cristianas en un grado heroico.

Con la comodidad de la opinión favorable de la Congregación para las Causas de los Santos , que en el Pleno de 27 de septiembre, 2016 investigados cuidadosamente si estos cristianos merecen la beatificación, que establecen que se observarán las siguientes reglas:

Art. 1

La oferta de vida es un nuevo caso del proceso de beatificación y canonización, distinto del martirio y de la naturaleza heroica de las virtudes.

Art. 2

La oferta de vida, para ser válida y efectiva para la beatificación de un Siervo de Dios, debe cumplir los siguientes criterios:

a) ofrenda voluntaria y gratuita de vida y aceptación heroica propter caritatem de una muerte segura y a corto plazo; 
b) vínculo entre la oferta de vida y la muerte prematura; 
c) ejercitar, al menos en un grado ordinario, las virtudes cristianas antes de la ofrenda de la vida y, luego, hasta la muerte; 
d) existencia de la fama de santidad y de signos, al menos después de la muerte; 
e) necesidad del milagro para la beatificación, sucedido después de la muerte del Siervo de Dios y por su intercesión.

Art. 3

La celebrazione dell’Inchiesta diocesana o eparchiale e la relativa Positio sono regolate dalla Costituzione apostolica Divinus perfectionis Magister del 25 gennaio 1983, in Acta Apostolicae Sedis Vol. LXXV (1983, 349-355), e dalle Normae servandae in inquisitionibus ab Episcopis facendis in Causis Sanctorum del 7 febbraio dello stesso anno, in Acta Apostolicae Sedis Vol. LXXV (1983, 396-403), salvo quanto segue.

Art. 4

La Positio sull’offerta della vita deve rispondere al dubiumAn constet de heroica oblatione vitae usque ad mortem propter caritatem necnon de virtutibus christianis, saltem in gradu ordinario, in casu et ad effectum de quo agitur.

Art. 5

Gli articoli seguenti della citata Costituzione Apostolica sono così modificati:

Art. 1:

Ai Vescovi diocesani, agli Eparchi e a quanti ad essi sono equiparati dal diritto, nell’ambito della loro giurisdizione, sia d’ufficio, sia ad istanza dei singoli fedeli o di legittime associazioni e dei loro rappresentanti, compete il diritto di investigare circa la vita, le virtù, l’offerta della vita o il martirio e la fama di santità, di offerta della vita o di martirio, sui presunti miracoli, ed eventualmente, sul culto antico del Servo di Dio, di cui si chiede la canonizzazione”.

Art. 2,5:

L’Inchiesta sui presunti miracoli si faccia separatamente da quella sulle virtù, sull’offerta della vita o sul martirio.

Art. 7,1:

“studiare le cause loro affidate con i collaboratori esterni e preparare le Positiones sulle virtù, sull’offerta della vita o sul martirio”.

Art. 13,2:

Se il Congresso giudicherà che la causa è stata istruita secondo le norme di legge, stabilirà di affidarla a uno dei Relatori; il Relatore, a sua volta, aiutato da un collaboratore esterno, farà la Positio sulle virtù, sull’offerta della vita o sul martirio, secondo le regole della critica agiografica”.

Art. 6

Los siguientes artículos de la Normae servandae antes mencionada en inquisitionibus ab Episcopis facendis en Causis Sanctorum se modifican de la siguiente manera:

Art. 7:

” La causa puede ser reciente o antigua; se llama reciente, si es martirio, las virtudes o la ofrenda de la vida del Siervo de Dios se puede probar a través de las declaraciones orales de los testigos oculares; se llama antiguo cuando las pruebas relacionadas con el martirio o las virtudes solo pueden inferirse de fuentes escritas “.

Art. 10.1 °:

nelle cause sia recenti che antiche, una biografia di un certo valore storico sul Servo di Dio, se esiste, o, in mancanza di questa, un’accurata relazione cronologica sulla vita e le attività del Servo di Dio, sulle virtù o sull’offerta della vita o sul martirio, sulla fama di santità e di miracoli, senza omettere ciò che pare contrario o meno favorevole alla causa stessa”.

Art. 10,3°:

solo nelle cause recenti, un elenco delle persone che possono contribuire a esplorare la verità sulle virtù o sull’offerta della vita o sul martirio del Servo di Dio, come pure sulla fama di santità e di miracoli, oppure impugnarla”.

Art. 15,a:

Ricevuta la relazione, il Vescovo consegni al promotore di giustizia o ad un altro esperto tutto ciò che è stato acquisito fino a quel momento, affinché possa preparare gli interrogatori utili ad indagare e mettere in luce la verità circa la vita, le virtù,l’offerta della vita o il martirio, la fama di santità, di offerta della vita o di martirio del Servo di Dio”.

Art. 15,b:

Nelle cause antiche gli interrogatori riguardino soltanto la fama di santità, di offerta della vita o di martirio ancora presente e, se è il caso, il culto reso al Servo di Dio in tempi più recenti”.

Art. 19:

A provare il martirio, l’esercizio delle virtù o l’offerta della vita e la fama dei miracoli di un Servo di Dio che sia appartenuto a qualche istituto di vita consacrata, i testimoni presentati devono essere, in parte notevole, estranei; a meno che ciò sia impossibile, a motivo della particolare vita del Servo di Dio”.

Art. 32:

“L’inchiesta sui miracoli dev’essere istruita separatamente dall’inchiesta sulle virtù o sull’offerta della vita o sul martirio e si svolga secondo le norme che seguono”.

Art. 36:

Sono proibite nelle chiese le celebrazioni di qualunque genere o i panegirici sui Servi di Dio, la cui santità di vita è tuttora soggetta a legittimo esame. Ma anche fuori della chiesa bisogna astenersi da quegli atti che potrebbero indurre i fedeli a ritenere a torto che l’inchiesta, fatta dal vescovo sulla vita e sulle virtù, sul martirio o sull’offerta della vita del Servo di Dio, comporti la certezza della futura canonizzazione dello stesso Servo di Dio”.

Todo lo que he determinado con esta carta apostólica en forma de motu proprio, ordeno que se observa en todas sus partes, a pesar de cualquier disposición en contrario, aunque digno de mención especial, y establecer que es promulgado por la publicación en el diario “L ‘ Osservatore Romano “, que entró en vigor el día de su promulgación y posteriormente se insertó en Acta Apostolicae Sedis .

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